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Gigarte Catalogo d'Arte contemporanea
Acca Annuario d'Arte Moderna
Il Giornale di Viterbo
Intervista sul Giornale online Coraggio Italia

La potenza e l’eleganza sono elementi basilari nell’opera pittorica di Marco Minto. La violenza di un gesto informale si assomma con l’assoluta eleganza, sensuale ed insieme evocatrice, di una materia pittorica sempre vibrante e di colori sempre accostati con armonia suprema e coraggio. Difficile, nel panorama astratto d’oggi, trovare la lezione inquieta di Emilio Vedova unita all’eleganza incantatrice e sensuale di Piero Ruggeri; due maestri ai quali Marco Minto ha guardato con identità ed istinto prima ancora che con il desiderio, così invaso ai nostri giorni, di emularne sterilmente l’esempio. Minto trascende la propria istintiva forza e la controlla nella scelta calibrata dei colori, nel sensuale contatto con una materia che vivifica l’immagine, increspandosi con la luce e caricandosi di quella memoria che fa sì che essa stessa si trasformi, in un infinito e mai uguale a se stesso gioco di ombre e di luci. Un giovane maestro che ascoltando le propria anima è in grado di vincere il già visto, di sussurrare suoni lirici che scaturiscono da una pittura solo apparentemente violenta. Questo mi ha primariamente colpito durante il mio primo incontro visivo con i dipinti di Minto; sensazioni rese ancora più straordinarie dall’essere la mia sensibilità naturalmente affine ad un linguaggio pittorico, quello figurativo, apparentemente così lontano dall’astrattismo di marchio segnico/informale di Minto. Ma ne ho percepito subitaneamente il fascino, intravvedendo un talento vero e “naturale”, che sa trasformarsi in forma-non-forma liricissima e, nel contempo, carica di quell’inquietudine irrequieta che sta alla base di qualsiasi creazione dipinta, sopra tutto se espressivamente astratta. E’ la prova più evidente del fatto che la Pittura, quando è realmente tale e mossa da espressività pura e sensibilità estrema, cancella ogni classificazione possibile, rendendo concreto quel processo d’evocazione trascendentale che dalla violenza genera Bellezza e sublime potenza espressiva.

Alberto Agazzani